Silvia Longhi
Fotografia

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Costruita negli anni ’30 del secolo scorso e per lungo tempo inutilizzata e abbandonata, la struttura è stata oggetto di un intervento di adeguamento, ristrutturazione e ampliamento nel rispetto dei caratteri costruttivi e dei materiali esistenti, tipici dell’architettura locale.

L’azione di restauro delle murature, dei solai e della copertura si è accompagnata, da un lato, ad un lavoro di sottrazione delle tramezze e del controsoffitto che nascondevano la struttura del tetto e, dall’altro, all’addizione di un volume esterno che ospita la scala: le aperture collocate lungo questo involucro permettono di vedere il paese e il paesaggio, attraverso nuove viste e trasparenze.
La struttura che ospita la scala è collocata lungo il lato est, rivolta a valle, nel rispetto dell’antica tradizione costruttiva locale, ed è posta parallelamente alla strada statale che scorre lungo il lato opposto della conca.
Il manufatto che ospita la scala è stato progettato come un elemento dichiaratamente “nuovo”, rivestito in doghe orizzontali di rame preossidato.
La struttura è espressiva e comunica una grande austerità, una rinuncia palese a qualsiasi elemento architettonico accessorio, omogeneizzando il tutto in forme semplici e minimali per non interferire eccessivamente con il paesaggio circostante.
Strette e lunghe finestre, trattate come elementi pittorici e scenografici, assumono grande importanza per chi
percorre la strada principale: con il buio, queste aperture diventano delle lampade che, attraverso la variazione cromatica della luce al loro interno, annunciano ciò che accade nella struttura.