Silvia Longhi
Fotografia

Recupero di una casa di campagna

“Un progetto degli architetti di studio EXiT: un grande edificio rurale nella campagna trevigiana, destinato principalmente alla gestione di un vasto fondo agricolo, da rivitalizzare e adibire a residenza per una famiglia.

Il primo gesto è stato quello di togliere. Togliere le addizioni e gli annessi che col tempo si sono sovrapposti alla struttura originale.

Togliere i tamponamenti realizzati per chiudere gli archi e le suddivisioni interne che negavano le dimensioni originali. Gli spazi interni sono stati riorganizzati secondo una nuova gerarchia impostata principalmente su valori spaziali già presenti all’interno dell’impianto planimetrico dell’edificio, ma mai sfruttati a causa dell’utilizzo discontinuo e frammentato degli spazi abitati e dei depositi.

Il manufatto architettonico, il cui corpo principale risale ai primi anni dell’Ottocento, viene così svelato e riletto attraverso un linguaggio sobrio e minimale.
Il profilo degli archi originali viene incorniciato da un’imbotte in acciaio verniciato, materiale che ritorna all’interno nella nuova struttura portante dell’edificio e si affianca a superfici intonacate e in legno. Il colore scelto per l’intonaco esterno, quasi in accordo con il colore della terra argillosa di questa zona di campagna, si completa cromaticamente con il travertino che ricopre tutte le superfici pavimentate del piano terra.

Il piano terra è stato ripensato completamente ottenendo spazi ampi che offrono una maggiore chiarezza planimetrica e forza compositiva, organizzati e ordinatamente connessi ad una spina dorsale di collegamento che attraversa l’intera casa lungo la parete nord dell’edificio, rendendo più intuitivi e controllabili gli spostamenti da uno spazio all’altro.
Gli spazi interni si espandono poi verso l’esterno attraverso le ampie superfici vetrate, favorendo la continuità tra la successione delle suddivisioni interne e le superfici esterne pavimentate con lastre di calcestruzzo pigmentato. È stato recuperato anche l’originario “camino alla vallesana” del quale erano rimaste solo poche tracce.

Ai piani superiori si trovano le stanze da letto. In particolar modo al piano sottotetto, caratterizzato da vani di grandi dimensioni, si è deciso di evitare eccessive suddivisioni, in modo da enfatizzarne così le peculiari caratteristiche spaziali, rafforzate dalla presenza delle imponenti capriate lignee. Nel corpo centrale, che originariamente ospitava la stalla è stato ricavato un ampio salone con soppalco.

L’intero edificio è totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico in grado di produrre 70kWh di potenza. L’elevata potenza dell’impianto è giustificata dalla necessità di fornire energia, calore e raffrescare un edificio di grandi dimensioni ed ampliabile in futuro all’interno di ambienti ad oggi non ancora recuperati. L’impianto fotovoltaico è totalmente integrato nella copertura dell’edificio e si estende ulteriormente ad una pensilina esterna parzialmente incassata nel terreno, utilizzata come copertura per un parcheggio esterno.
L’abitazione è dotata di un innovativo impianto di riscaldamento-raffreddamento a pompa di calore in grado di garantire un elevato rendimento a fronte di consumi energetici relativamente ridotti date le ragguardevoli dimensioni dell’edificio e degli ambienti interni.”

Di fatto qualsiasi utenza dell’abitazione è di tipo elettrico e l’intero fabbisogno energetico è coperto dall’impianto di produzione fotovoltaico, pertanto l’edificio può essere considerato a impatto zero.

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