Non è la prima guerra a essere raccontata via social ma è la prima guerra raccontata via podcast
Barbara Stefanelli
PUNCTUM e gli OCCHI SULL’UCRAINA
Punctum è un podcast narrativo pubblicato nel 2021 che parte dalle fotografie per portare chi ascolta fin dentro alle esperienze di chi le scatta.
Occhi sull’Ucraina è un approfondimento a uscita settimanale del podcast Punctum pubblicato nel 2022. Nasce per raccogliere le voci dei fotografi impegnati sul campo e nei territori limitrofi coinvolti dal conflitto. In seguito all’attacco della Russia all’Ucraina, moltissimi fotografi sono partiti per documentare la guerra. Ogni puntata introduce un fotografo e raccoglie le sue impressioni sul campo.
È realizzato da Silvia Longhi grazie al contributo audio dei fotografi coinvolti, a cui va un grande ringraziamento.
8 _André Luís Alves: dal conflitto alla Divina Commedia
André Luís Alves è un fotografo portoghese che ha passato in Ucraina 3 mesi. Attraverso i suoi racconti ripercorriamo 3 mesi di guerra per riemergere con uno sguardo positivo da rivolgere alle stelle in un percorso quasi dantesco. Dopo episodi che portano ad abbassare la macchina, riemergiamo dall’inferno della guerra per ritrovare la speranza proprio nelle storie delle persone, nel significato di “relate” inteso come “mettersi nei panni di” e arriviamo a capire come questo determini le storie che si sceglie di raccontare.
7 _Rodrigo Abd: il primo fotografo a Bucha
Rodrigo Abd è un fotografo dell’agenzia Associated Press. È stato il primo, insieme a un collega, a entrare a Bucha e le sue fotografie hanno sollevato il velo che celava migliaia di morti.
Rodrigo ha condiviso i racconti su questo ma abbiamo parlato anche di molto altro: dalle fake news a un fotogiornalismo fatto di ascolto, dai limiti etici alle paure di un fotografo.
5_Gianmarco Maraviglia: Transnistria e scatti non pubblicabili
Con il fotogiornalista Gianmarco Maraviglia parliamo della Transnistria, degli uomini Ucraini in età da combattimento che sono riusciti a fuggire, delle motivazioni che ci sono alla base delle scelte fotografiche, dei lavori in assegnato e di uno scatto che non può essere pubblicato. Ma ascoltato, si.
4_ Alfredo Bosco: fotografo e inviato
La testimonianza di Alfredo Bosco ci porta le atmosfere delle diverse città da quelle sospese a quelle sotto assedio, oltre le rappresentazioni talvolta frettolose della narrazione bellica. Esperto di Ucraina, ci porta nella complessità del lavoro sul campo, e ci restituisce insieme l’orrore e la quotidianità delle giornate di guerra, fino all’assenza delle lacrime, che colpisce chi cerca un modo per raccontare tutto questo.
3_ AlESSIO PADUANO: UN MESE SUL CAMPO
Il fotogiornalista Alessio Paduano ha fotografato a Lviv, Dnipro, Kharkiv, Zaporizzja e infine a Kyiv, spostandosi fino ad avvicinarsi alla linea del fronte. Ci racconta la scena che più l’ha colpito, e che non è la più cruenta a cui ha assistito.
2_ Gianluca Cecere: messaggi da Kyiv
Il fotogiornalista Gianluca Cecere ha registrato le sue impressioni da Kyiv. La familiarità con il tema delle tre grandi religioni monoteiste di cui si è occupato gli ha fatto notare una scena che poi si è tradotta in foto. Durante il coprifuoco ci racconta le sue impressioni sulla nuova quotidianità di Kyiv in un’ attesa sospesa.
1_ NICOLA ZOLIN: persone in fuga
Il fotogiornalista Nicola Zolin parla di migrazioni, del doppio standard riservato ai rifugiati di questo e di altri conflitti, e del coinvolgimento personale nel raccontare queste storie.
0_Trailer
Come alcune fotografie animano lo spettatore, così alcuni eventi segnano chi li fotografa
punctum podcast
PUNCTUM, I RACCONTI DEI FOTOGRAFI
Punctum è un podcast che racconta quello che i fotografi hanno vissuto durante la realizzazione dei loro reportage.
Il nome è preso in prestito dal critico Roland Barthes, che definiva punctum, in una fotografia, quell’elemento che “partendo da una scena, come una freccia, ti ferisce”.
Il Punctum è un elemento che c’è solo in certe fotografie e che, se pure non sempre si può individuare razionalmente, è decisivo, tale da custodire il cuore di tutta l’immagine. È ciò che riesce a suscitare quel senso di verità e di turbamento che solo alcune fotografie sanno darci. Il punctum è nello scatto, ma ci porta al di fuori di esso, consegnandoci un’esperienza tanto preziosa quanto inattesa di comprensione e conoscenza della scena a cui stiamo assistendo.
E questo concetto mi sembrava adatto per parlare di quegli avvenimenti che segnano profondamente chi li fotografa. Ai fotografi capita di vivere sul campo esperienze da cui rimangono loro stessi segnati in modo altrettanto inaspettato.
La realizzazione di un reportage fotografico implica di stare fisicamente di fronte a una persona, davanti a un paesaggio, nel mezzo degli eventi. Eppure non tutto ciò a cui si assiste pesa allo stesso modo sul piano personale. Tra tutte le storie in cui si immergono ce n’è sempre una che li sbilancia di più e li coinvolge particolarmente.
I racconti di questi eventi si fondono con l’approfondimento dei reportage che i fotografi stavano realizzando quando li hanno vissuti, e che costituiscono il punto di partenza e quello di arrivo di ogni puntata.
È scritto e realizzato da Silvia Longhi, sulla base delle storie che mi hanno raccontato i fotografi coinvolti e dei testi che accompagnano i loro reportage.
L’AUTRICE
Io sono Silvia Longhi, sono una fotografa e qui puoi leggere qualcosa su di me.
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CREDITS
Sonorizzazione in collaborazione con Massimo Antoniazzi con musiche originali e sigla dei Capitan Guepière. Master a cura di Stefano Tumiati. Progetto grafico: Carin Marzaro. Animazione video: Playpics (Ernesto Zanotti)


